Going Public '06 Testi ITA

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di Martí Peran

Barcellona fece la sua apparizione sull’atlante mondiale alla fine degli anni Ottanta, presentandosi ufficialmente al resto del mondo con i Giochi Olimpici del 1992. Il capitale di maggior valore della città era in quel momento il rinnovamento urbanistico che prese il nome di “Modello Barcellona”.

di Abdalla Daif

Un Preambolo
Egli mi disse, “Semplicemente, le devo dire che io l’amerò fin tanto che lei mi divertirà durante il pranzo da MacDonald’s”.

Introduzione
Tutte le affermazioni di seguito rispecchiano il mio punto di vista personale. Perciò, per favore sin dall’inizio non considerarlo come una visione complessiva o una lettura generale della realtà. Io posso dirti semplicemente che non esistono tali cose.

1- Autostrada “Oslo – Asafra”

di Sharon Rotbard

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Una città viene costruita esattamente come la storia, sempre dai vincitori e sempre dal punto di vista dei vincitori. Chi controlla lo spazio fisico controlla sempre lo spazio culturale e non si tratta mai di chi ha perso la battaglia nel corso della storia.

Talvolta, per cambiare una città si deve cambiare la sua storia.

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A Tel Aviv, forse l’unica città al mondo alla quale è stato dato il nome di un libro,
(1) la storia della città viene denominata da lungo tempo “White City” [Città Bianca].

di Yiannis Papadakis

Sommario
Questo articolo esplora varie dimensioni spaziali di Nicosia, la città capitale di Cipro, che finì con l’essere divisa nel 1974. Le capitali vengono generalmente considerate come spazi simboleggianti ideologie nazionaliste, e a Nicosia questi processi acquisirono un’urgenza crescente a causa del conflitto etnico che ebbe luogo a Cipro e che condusse a sforzi quasi ossessivi mirati ad inscrivere in modo egemonico nello scenario cipriota l’Io nazionale, cancellando l’Altro.

di Tony Chakar

“Date le circostanze ottimali, il punto di osservazione appropriato (preferibilmente con le spalle al mare) e l’angolazione visiva corretta (preferibilmente in direzione obliqua) si avvertirebbe la netta sensazione che tutti gli edifici di Beirut siano pronti per partire; la maggior parte di essi poggia su esili colonne che ne agevolerebbero lo spostamento; le loro antenne e le loro parabole potrebbero sembrare stravaganti cappelli da indossare in occasione di un lungo viaggio come questo; i loro balconi sono come valigie e scatole vuote che aspettano di venire riempite dalle piccole storie ch

di Bilal Khbeiz

Rievocando il ricordo delle automobili esplose durante la guerra civile libanese, questo articolo non cerca di condannare o di scusare la guerra, né pone la responsabilità su alcuno dei partecipanti. Questo articolo dichiara semplicemente che la guerra ha lasciato tracce che non potranno essere cancellate dagli anni di pace o di ricostruzione; ai libanesi spetta quindi il compito di imparare a vivere nella scia lasciata da questa guerra.

di Vasif Kortun

Il La maggior parte delle istituzioni di Istanbul che operano nei settori dell’arte e della cultura sono state ubicate sulla Avenue tra Taksim e Tünel e intorno ad essa. Il suo nome originale era Grande Rue de Péra, cambiato in "Avenue of Independence" successivamente alla costituzione della Repubblica di Turchia. La nostalgia per la Pera della fine del diciannovesimo secolo è rimasta nell’aria per decenni più o meno con le stesse sfumature.

di Claudia Zanfi

Il s“Insieme camitico, semitico, ariano, se si vuole, pagano, ebraico, cristiano, mussulmano; insieme africano, asiatico, europeo; un continente senza rapporto con le nostre comuni misure di spazio e di durata, perché l’Africa comincia dai Pirenei e il Medioevo vi sopravvive accanto alle più audaci realizzazioni del contemporaneo; insieme romano e cartaginese, alessandrino ed ebraico, ellenico e catalano; ambito di contrasti per eccellenza, patria feconda di miti e di miraggi”.

“History is roaring by... turning into geography”, Susan Sontag

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